Sul promontorio, dove sorge l’attuale chiesa di Santa Maria de Finibus Terrae, in origine era posto un tempio pagano dedicato a Minerva, come testimonia il ritrovamento di un’ara, conservata all’interno della chiesa, sulla quale era così scritto:
«Ubi olim Minervae sacrificia offerebantur hodie oblationes Deiparae recipiuntur»

La tradizione narra poi lo sbarco in zona dell’Apostolo Pietro, in ricordo è ancora presente sul piazzale antistante la croce pietrina, e la conversione al cristianesimo della popolazione locale, che porta al cambiamento di culto del tempio, dedicato quindi al Santissimo Salvatore: questo diventa nel 59 sede vescovile. La chiesa venne completamente rasa al suo a seguito dell’editto di Diocleziano e Galerio, evento nel quale andò anche perso il quadro della Vergine che si riteneva essere opera di san Luca: tuttavia pochi anni dopo, il 1º agosto 343, papa Giulio I, consacrava una nuova chiesa, dedicata a Santa Maria dell’Angelo, come riportato su una lapide:
«Julius hic primus celebrans, emmissa de coelo Indulta accepit. Kalendas, CCCXLIII dum Consecravit hoc templum»

Il culto nei confronti della Vergine Maria andò aumentando quando nella notte del 13 aprile del 365, una violenta tempesta, colpì la zona: i pescatori, preoccupati per le loro imbarcazioni, chiesero aiuto alla Madonna, la quale, per sua intercessione, fermò l’evento. Negli secoli a venire, a causa della sua posizione geografica, esposta alle incursioni, la chiesa venne più volte distrutta o saccheggiata dai Saraceni e dai Turchi, ma sempre ricostruita nello stesso luogo, seguendo le mura perimetrali originarie: vari eventi nefasti sono datati nel 1507, nel 1537, nel 1550, nel 1624, quando parte del quadro della Vergine si salvò miracolosamente della fiamme, e nel 1720; a seguito di quest’ultima incursione, il vescovo Giovanni Giannelli decise di ricostruire la chiesa con un’architettura simile ad una fortificazione a due piani, dovendo sembrare da lontano una sorta di casa privata: questa venne terminata e consacrata nel 1755. Durante la visita di Giovanni Paolo II nel 1990, è stata innalzata a basilica minore, mentre un’altra visita papale è avvenuta nel 2008 con Benedetto XVI.